Generalità: è una pianta perenne tipicamente mediterranea, che cresce spontanea nelle zone più calde. Dal secolo quindicesimo il carciofo è stato utilizzato per uso alimentare. La radice è fittonante e da essa, a primavera, spuntano le foglie di colore grigio verde e dal centro della rosetta finale a primavera spunta un fusto ramificato che termina con un capolino fiorale.
Questi capolini, parte commestibile del carciofo, hanno la base ingrossata, carnosa, con brattee a forma di scaglie che in alcune varietà terminano con una spina.
La pianta, come si è detto è perenne, si coltiva però come pianta produttiva per massimo una decina d'anni. La produzione spontanea dei carciofi è di fine inverno - primavera, ma con opportune tecniche colturali può essere prodotto anche in autunno - inverno.
Si coltiva nell'orto o in pieno campo; da ogni pianta si può raccogliere una decina di carciofi, per cui in un modesto appezzamento si possono avere quantità sufficienti anche coltivando poche piante.
Clima: vegeta in un clima mite e asciutto anche se si adatta a climi relativamente freddi. Teme gli sbalzi di temperatura e le brinate.
Varietà: ricordiamo il violetto di Chioggia, il violetto spinoso sardo, il romanesco senza spine tipico del Lazio con capolini molto grandi, lo spinoso della Liguria, e il grosso di Bretagna.
Terreno: gradisce terreni di medio impasto, ricchi e profondi con poco scheletro, ma si adatta anche a terreni argillosi o calcarei, torbosi e acidi o addirittura salmastri.
Consociazione: buona quella con la lattuga, con i piselli, con i ravanelli, con la cipolla, il porro e i fagiolini nani.
Propagazione: Può essere per seme o per via agamica e quindi per parte di pianta (carducci o ovuli).
La semina deve essere effettuata in semenzaio coperto a fine inverno o in semenzaio non protetto in primavera, oppure direttamente in campo a maggio.
In semenzaio il seme viene distribuito a file alla profondità di un centimetro e mezzo.
Nel caso utilizzassimo i carducci, cioè gemme che si sviluppano nella pianta madre, si devono staccare con una piccola porzione di rizoma muniti di qualche radichetta (bambolina).
Per la riproduzione si possono inoltre usare gli ovuli, cioè porzioni di fusto munite di una gemma.
Impianto e cure colturali della carciofaia: gli ovuli vengono staccati dalla pianta madre in estate. Si fanno germogliare tenendoli ammassati e inumiditi per un paio di giorni e poi si piantano nell'orto in solchi o buche profonde una ventina di centimetri ad una distanza tra le piante di un metro - un metro e venti minimo negli impianti stabili, mentre negli annuali si possono disporre i carciofi più vicini.
Per ottenere una produzione primaverile, i carducci si staccano dalla pianta madre nel mese di ottobre. Si piantano a dimora in una buca profonda, usando le stesse accortezze già dette in precedenza, e con i primi freddi si rincalzano.
A primavera si zappano e si concimano al piede e già dal primo anno si potrà avere una produzione soddisfacente. L'anno successivo si effettuano le solite operazioni colturali.
Per la produzione autunno - invernale, i carducci si piantano in primavera nella carciofaia.
Prima del trapianto dei carducci si devono cimare le foglie.
La scarducciatura è una operazione utile che deve essere effettuata a prescindere dall'uso del carduccio, poiché libera la pianta dai polloni che le sottrarrebbero vigore.
Nell'orto non tutti i carducci si eliminano, se ne lasciano uno o due che piegati e interrati nel suolo si sbiancano a causa dell'eziolatura e possono essere raccolti e con qualsiasi ortaggio.
Avversità: le lumache e i topi, in particolare le arvicole, possono produrre gravi danni alle radici.
Tra gli insetti ricordiamo gli afidi, il maggiolino e il grillotalpa, ma particolarmente dannosa è la nottua del carciofo le cui larve scavano gallerie dentro le nervature delle foglie è può essere combattuta eliminando le piante infestate o con trattamenti a base di piretro o rotenone.
La vanessa del carciofo una piccola farfalla le cui larve rosicchiano prima la pagina inferiore della foglia, e poi tutto il lembo fogliare.
Tra le malattie crittogamiche è da ricordare il mal bianco che si manifesta sulle foglie sotto forma di ingiallimenti di diversa estensione, in corrispondenza delle quali appare una muffa farinosa biancastra. Le parti interessate si seccano e si lacerano e il lembo fogliare si piega verso l'alto.
La raccolta: si effettua recidendo con un taglio netto i capolini fiorali ancora in bocciolo, con le brattee ben serrate. I carciofi si asportano insieme ad una ventina di centimetri di gambo fogliato che, priva dei filamenti esterni, è considerata commestibile.
Visualizzazione post con etichetta Ortaggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ortaggi. Mostra tutti i post
PATATA
Pubblicato da Unknown
Generalità: originaria delle regioni tropicali dell'America centro - meridionale, è una pianta erbacea con radici avventizie che partono da nodi del fusto sotterraneo a mazzetti di tre o quattro. La pianta di patata contiene la solanina, un alcaloide velenoso, presente in maggiore quantità nei germogli e nella bacca a maturazione.
Il tubero: è la parte commestibile della patata, è un fusto sotterraneo, dove la solanina è presente in minore quantità ed è raccolta intorno ai cosiddetti occhi. Il tubero maturo contiene quantità trascurabili di solanina.
Il sistema radicale è assai ramificato e abbastanza superficiale.
La parte aerea è formata da uno o più fusti, prima eretti e poi ripiegati sul terreno.
Le foglie: sono composte ed irregolarmente pinnate.
Clima: la coltura trova condizioni ottimali in climi temperati, benché spostando il ciclo colturale si adatta a climi diversi. Il gelo danneggia le foglie e arresta lo sviluppo dei tuberi.
Terreno: deve essere profondo ben lavorato, sciolto e ricco di sostanza organica, potassio, fosforo e poco calcio, il pH ottimale è quello leggermente acido.
Avvicendamento: si consiglia di ricoltivare la patata ogni cinque anni sullo stesso terreno.
Consociazione: favorevole quella con fagioli, finocchi, cavoli, piselli e fave.
Semina e messa a dimora: le patate dette da seme devono avere un diametro tra i quattro e gli otto centimetri, ed un peso intorno ai cinquanta grammi ognuna. Le patate più grosse si possono tagliare per ricavarne dei pezzi provvisti ognuno di almeno due gemme. Conviene compiere questa operazione alcuni giorni prima della semina perché le ferite abbiano il tempo di cicatrizzarsi.
Sul terreno ben lavorato, si tracciano dei solchi ad una distanza sulle file di cinquanta-sessanta centimetri.
I tuberi vengono distribuiti ad una distanza di venticinque-trenta centimetri e ricoperti di terra sciolta per uno spessore di tre-sette centimetri. Si può ricorrere alla pregermogliazione mettendo a dimora tuberi con germogli già sviluppati.
Prima della semina si deve effettuare un'accurato spietramento per evitare che le nuove patate crescano deformi.
Cure colturali: il terreno deve esser tenuto ben areato e fresco con sarchiature, diserbo e rincalzature.
Concimazioni: le concimazioni, prevalentemente potassiche, devono essere effettuate quando la pianta ha raggiunto i dieci centimetri.
Raccolta: avviene quando in primavera i tuberi si staccano dagli stoloni, ma è bene non effettuare la raccolta prima che appassiscano le foglie.
La raccolta si effettua a mano con gli attrezzi tradizionali, o a macchina se si tratta di coltura in pieno campo. E' bene cheI tuberi portati alla luce si asciughino per qualche tempo al sole sul terreno e quindi vanno conservati in un luogo buio, poiché la luce fa germogliare gli occhi e stimola la formazione di solanina.
Irrigazioni: sono molto importanti, soprattutto nei momenti di carenza idrica, sono da evitare i ristagni d'acqua.
Avversità: tra i parassiti che attaccano la patata i più importanti sono: la dorifora decemlineata che è un coleottero che si nutre delle foglie della pianta sia come larva che come insetto. Si combatte con prodotti a base di arsenico. Il grillotalpa che agisce di notte da metà marzo a metà ottobre e si combatte con esche avvelenate. Il maggiolino allo stato larvale.
Le malattie da virus possono provocare ingiallimento e nanismo. Ricordiamo il virus 14 che provoca l'accartocciamento delle foglie. Fra le crittogame ricordiamo la peronospora che colpisce foglie e tuberi provocando annerimento e la morte, si previene con irrorazioni a base di solfato di rame.
- Il mal bianco del pedale attacca ogni parte della pianta provocando l'imbrunimento e la morte.
- Il marciume secco provocato da verticillum e fusarium che attaccano la patata formando cavità che anneriscono e provocano l'essiccamento della pianta.
Varietà: sono numerosissime e possono dividersi in tonde o lunghe, pasta gialla o bianca, precoci o tardive.
Le più note varietà sono; la Bianca Comasca tonda a polpa bianchissima, la Quarantina di Chioggia precoce, tonda a polpa gialla. La tonda di Napoli a polpa bianca, la Eesteling a breve ciclo di cento giorni. La Kennebek precoce a pasta bianca usata soprattutto per le patate fritte.
Il tubero: è la parte commestibile della patata, è un fusto sotterraneo, dove la solanina è presente in minore quantità ed è raccolta intorno ai cosiddetti occhi. Il tubero maturo contiene quantità trascurabili di solanina.
Il sistema radicale è assai ramificato e abbastanza superficiale.
La parte aerea è formata da uno o più fusti, prima eretti e poi ripiegati sul terreno.
Le foglie: sono composte ed irregolarmente pinnate.
Clima: la coltura trova condizioni ottimali in climi temperati, benché spostando il ciclo colturale si adatta a climi diversi. Il gelo danneggia le foglie e arresta lo sviluppo dei tuberi.
Terreno: deve essere profondo ben lavorato, sciolto e ricco di sostanza organica, potassio, fosforo e poco calcio, il pH ottimale è quello leggermente acido.
Avvicendamento: si consiglia di ricoltivare la patata ogni cinque anni sullo stesso terreno.
Consociazione: favorevole quella con fagioli, finocchi, cavoli, piselli e fave.
Semina e messa a dimora: le patate dette da seme devono avere un diametro tra i quattro e gli otto centimetri, ed un peso intorno ai cinquanta grammi ognuna. Le patate più grosse si possono tagliare per ricavarne dei pezzi provvisti ognuno di almeno due gemme. Conviene compiere questa operazione alcuni giorni prima della semina perché le ferite abbiano il tempo di cicatrizzarsi.
Sul terreno ben lavorato, si tracciano dei solchi ad una distanza sulle file di cinquanta-sessanta centimetri.
I tuberi vengono distribuiti ad una distanza di venticinque-trenta centimetri e ricoperti di terra sciolta per uno spessore di tre-sette centimetri. Si può ricorrere alla pregermogliazione mettendo a dimora tuberi con germogli già sviluppati.
Prima della semina si deve effettuare un'accurato spietramento per evitare che le nuove patate crescano deformi.
Cure colturali: il terreno deve esser tenuto ben areato e fresco con sarchiature, diserbo e rincalzature.
Concimazioni: le concimazioni, prevalentemente potassiche, devono essere effettuate quando la pianta ha raggiunto i dieci centimetri.
La raccolta si effettua a mano con gli attrezzi tradizionali, o a macchina se si tratta di coltura in pieno campo. E' bene cheI tuberi portati alla luce si asciughino per qualche tempo al sole sul terreno e quindi vanno conservati in un luogo buio, poiché la luce fa germogliare gli occhi e stimola la formazione di solanina.
Irrigazioni: sono molto importanti, soprattutto nei momenti di carenza idrica, sono da evitare i ristagni d'acqua.
Avversità: tra i parassiti che attaccano la patata i più importanti sono: la dorifora decemlineata che è un coleottero che si nutre delle foglie della pianta sia come larva che come insetto. Si combatte con prodotti a base di arsenico. Il grillotalpa che agisce di notte da metà marzo a metà ottobre e si combatte con esche avvelenate. Il maggiolino allo stato larvale.
Le malattie da virus possono provocare ingiallimento e nanismo. Ricordiamo il virus 14 che provoca l'accartocciamento delle foglie. Fra le crittogame ricordiamo la peronospora che colpisce foglie e tuberi provocando annerimento e la morte, si previene con irrorazioni a base di solfato di rame.
- Il mal bianco del pedale attacca ogni parte della pianta provocando l'imbrunimento e la morte.
- Il marciume secco provocato da verticillum e fusarium che attaccano la patata formando cavità che anneriscono e provocano l'essiccamento della pianta.
Varietà: sono numerosissime e possono dividersi in tonde o lunghe, pasta gialla o bianca, precoci o tardive.
Le più note varietà sono; la Bianca Comasca tonda a polpa bianchissima, la Quarantina di Chioggia precoce, tonda a polpa gialla. La tonda di Napoli a polpa bianca, la Eesteling a breve ciclo di cento giorni. La Kennebek precoce a pasta bianca usata soprattutto per le patate fritte.
LENTICCHIA
Pubblicato da UnknownGeneralità: si tratta di una piccola erba annuale simile al pisello, alta fino a 45 cm, coltivata per il seme edule.
I fusti si ripartono da una breve radice a fittone.
Le foglie sono alterne, pennate con quattro-sei paia di foglie oblunghe, terminano in un corto viticcio. Le foglioline hanno alla base dei rigonfiamenti (pulvini), che permettono alla foglia di ripiegarsi in condizioni di siccità.
Il frutto è un baccello che contiene all'interno i semi.
I fiori: bianchi o sfumati di azzurro, sono disposti in gruppo di due o tre su pedicelli ascellari.
Clima: predilige il clima temperato;
Terreno: predilige i terreni grassi e argillosi o i terreni del fondo valle ricchi di sali fosfo-potassici;.
Avvicendamento: è una pianta da inizio rotazione, è poco frequente la sua consociazione con ortaggi;
Semina: si semina in autunno al SUD e a fine inverno al nord, piantate in file con sesto 30-35 cm tra le file e 6-8 cm sulla fila; a una profondità non superiore ai due centimetri, a fine inverno al sud, a primavera inoltrata al nord.
Nelle specie cosiddette nane si terra la distanza di cm 60 tra le file e 6-7 cm sulla fila. Si semina su terreno ben sviluppato e inumidito. Prima di seminare è meglio mettere in acqua i semi per una notte.
Cure colturali: devono essere effettuate ripetute sarchiature per mantenere il terreno areato e sciolto e leggere rincalzature.
Le annaffiature: si praticano dopo la semina per facilitare la germinazione e si ripetono in particolare nella fase che va dalla fioritura all'ingrossamento dei baccelli.
Concimazioni: sarebbe opportuno effettuare una concimazione letamica alla coltura precedente. Si possono spargere 2 quintali di letame molto maturo per cento metri quadri di orto, interrandolo profondamente per tempo.
Importante può essere un apporto fosfopotassico, a base di cenere di legno nella dose di 5-10 Kg per 100 mq.
Raccolta: avviene in giugno - luglio prima che la pianta secchi.
Avversità: fra i parassiti più comuni si ricordano:
L'antracnosi e la ruggine: malattie crittogame che si prevengono irrorando solfato di rame.
Fra gli insetti è dannoso il Tonchio che si combatte con solfuro di carbonio usato in ambienti ermeticamente chiusi.
Dannose sono anche le lumache e le chiocciole soprattutto dopo le piogge. Si eliminano manualmente o con trappole ed esche.
Gli afidi si possono eliminare biologicamente con irrorazione di macerazioni di piante adatte.
Varietà: in Italia vengono coltivate in Sicilia, in Puglia, in Abruzzo e nel Lazio; oltre al tipo normale esistono le cosiddette lenticchie Marzoline e La Lente rossa di inverno.
I fusti si ripartono da una breve radice a fittone.
Le foglie sono alterne, pennate con quattro-sei paia di foglie oblunghe, terminano in un corto viticcio. Le foglioline hanno alla base dei rigonfiamenti (pulvini), che permettono alla foglia di ripiegarsi in condizioni di siccità.
Il frutto è un baccello che contiene all'interno i semi.
I fiori: bianchi o sfumati di azzurro, sono disposti in gruppo di due o tre su pedicelli ascellari.
Clima: predilige il clima temperato;
Terreno: predilige i terreni grassi e argillosi o i terreni del fondo valle ricchi di sali fosfo-potassici;.
Avvicendamento: è una pianta da inizio rotazione, è poco frequente la sua consociazione con ortaggi;
Semina: si semina in autunno al SUD e a fine inverno al nord, piantate in file con sesto 30-35 cm tra le file e 6-8 cm sulla fila; a una profondità non superiore ai due centimetri, a fine inverno al sud, a primavera inoltrata al nord.
Nelle specie cosiddette nane si terra la distanza di cm 60 tra le file e 6-7 cm sulla fila. Si semina su terreno ben sviluppato e inumidito. Prima di seminare è meglio mettere in acqua i semi per una notte.
Cure colturali: devono essere effettuate ripetute sarchiature per mantenere il terreno areato e sciolto e leggere rincalzature.
Le annaffiature: si praticano dopo la semina per facilitare la germinazione e si ripetono in particolare nella fase che va dalla fioritura all'ingrossamento dei baccelli.
Concimazioni: sarebbe opportuno effettuare una concimazione letamica alla coltura precedente. Si possono spargere 2 quintali di letame molto maturo per cento metri quadri di orto, interrandolo profondamente per tempo.
Importante può essere un apporto fosfopotassico, a base di cenere di legno nella dose di 5-10 Kg per 100 mq.
Avversità: fra i parassiti più comuni si ricordano:
L'antracnosi e la ruggine: malattie crittogame che si prevengono irrorando solfato di rame.
Fra gli insetti è dannoso il Tonchio che si combatte con solfuro di carbonio usato in ambienti ermeticamente chiusi.
Dannose sono anche le lumache e le chiocciole soprattutto dopo le piogge. Si eliminano manualmente o con trappole ed esche.
Gli afidi si possono eliminare biologicamente con irrorazione di macerazioni di piante adatte.
Varietà: in Italia vengono coltivate in Sicilia, in Puglia, in Abruzzo e nel Lazio; oltre al tipo normale esistono le cosiddette lenticchie Marzoline e La Lente rossa di inverno.
MELANZANA
Pubblicato da UnknownGeneralità
il suo nome deriva da "mela insana", il frutto infatti contiene la solanina che tende a scomparire con la maturazione e scompare completamente con la cottura. E' una pianta annuale sufrutescente, con fusto rigido e ramificato alto fino a 80 cm.
Il frutto è una bacca con la parte superiore avvolta nel calice. Ha una forma allungata e arrotondata all' estremità, ed è spessa e di colore violaceo, o bianco.
Clima: ama il clima temperato caldo, teme il gelo e l'umidità.
il suo nome deriva da "mela insana", il frutto infatti contiene la solanina che tende a scomparire con la maturazione e scompare completamente con la cottura. E' una pianta annuale sufrutescente, con fusto rigido e ramificato alto fino a 80 cm.
Il frutto è una bacca con la parte superiore avvolta nel calice. Ha una forma allungata e arrotondata all' estremità, ed è spessa e di colore violaceo, o bianco.
Clima: ama il clima temperato caldo, teme il gelo e l'umidità.
Terreno:deve essere profondo e ricco di sostanze organice, il pH ottimale è quello neutro.
Avvicendamento: si coltiva all'inizio di una rotazione poiché è una pianta da rinnovo. E' buona norma non ripetere la coltivazione per circa tre - quattro anni sullo stesso appezzamento.
Consociazione: favorevole quella con cavoli, finocchio e lattughe.
Semina e messa a dimora: si effettua in semenzaio riscaldato: nel sud Italia in gennaio-febbraio, al centro-nord in marzo. Il seme sarà distribuito in ragione di 2 g per un metro quadro di semenzaio. Quando le piantine hanno raggiunto 6-7 cm di altezza ed hanno emesso la quinta foglia, si trapiantano in vivaio e dopo due mesi si piantano nell'orto alla distanza di cinquanta centimetri sulle file e settanta centimetri tra le file. L'operazione sarà effettuata da febbraio a maggio.
Avvicendamento: si coltiva all'inizio di una rotazione poiché è una pianta da rinnovo. E' buona norma non ripetere la coltivazione per circa tre - quattro anni sullo stesso appezzamento.
Consociazione: favorevole quella con cavoli, finocchio e lattughe.
Semina e messa a dimora: si effettua in semenzaio riscaldato: nel sud Italia in gennaio-febbraio, al centro-nord in marzo. Il seme sarà distribuito in ragione di 2 g per un metro quadro di semenzaio. Quando le piantine hanno raggiunto 6-7 cm di altezza ed hanno emesso la quinta foglia, si trapiantano in vivaio e dopo due mesi si piantano nell'orto alla distanza di cinquanta centimetri sulle file e settanta centimetri tra le file. L'operazione sarà effettuata da febbraio a maggio.
Concimazioni: la concimazione organica consiste nell'interramento profondo di tre quintali di letame per cento metri quadri di orto.
Cure Colturali: consistono nella scerbatura, e zappettatura per eliminare le erbe infestanti e arieggiare il terreno, nella sostituzione delle piantine morte e nella potatura o cimatura.
Raccolta: si effettua su frutti ancora non del tutto maturi, da giugno in poi sulle precoci, e si protrae per quattro o cinque mesi sulle varietà tardive.
Irrigazioni: l'irrigazione deve essere costante. Prima dell'allegagione si innaffia tre volte la settimana, poi una sola volta. Si dovrà aver cura di non bagnare le foglie per non creare situazioni che favoriscano lo sviluppo di malattie crittogame.
Avversità: fra le crittogame segnaliamo, la peronospora della melanzana che viene curata o prevenuta con irrorazioni di poltiglia bordolese.
I parassiti più comuni, sono il ragnetto rosso, il vaiolo e la dorifora decemlineata che può rapidamente distruggere il raccolto. Quest'ultima si combatte praticando irrorazioni a base di arseniati.
Varietà:
Violetta lunga palermitana, viola scuro a frutto allungato; la Violetta lunga delle cascine con frutto violetto;
Violetta nana precoce a frutto piccolo.
La melanzana di Murcia con foglie e fusto spinosi, frutto violetto, rotondo;
La mostruosa di New York con frutto violetto enorme;
la tonda comune di Firenze, violetto pallido ibrido, con pochi semi, polpa tenera e compatta.
Valeriana
Pubblicato da UnknownGeneralità: la Valeriana è originaria delle Regioni dell'Europa Occidentale. Si tratta di arbusti perenni, completamente rustici, che crescono a cespuglio, fino a raggiungere i 50-80 cm di diametro e 1,5-2 metri in altezza. Le foglie sono di colore verde smeraldo e hanno forma lanceolata; i fiori sono piccoli, di colore bianco o rosa. La fioritura avviene durante il periodo estivo.
Terreno: deve essere umido. La Valeriana è adatta, infatti, a vivere in giardini naturali e in maniera selvatica.
Riproduzione: la propagazione della pianta avviene per divisione durante la primavera o l'autunno oppure tramite semina in primavera.
Tecniche colturali: la Valeriana cresce spontaneamente e rigogliosamente in regioni dal clima temperato caldo, come quelle dell'Europa Occidentale. In tali circostanze, la pianta cresce in modo selvatico e del tutto naturale.
Rinomate sono le sue proprietà "terapeutiche e medicali": alla Valeriana è associato, infatti, valore calmante, rilassante e lenitivo.
Da ricordare, inoltre, l'utilizzo della Valeriana in cucina: per insaporire i piatti o come insalata.
Varietà: tra le varietà citiamo la cosiddetta Valeriana Greca, Polemonium Caeruleum, che si caratterizza per i fiori, campanule dal colore lavanda che si sviluppano in spighe durante l'estate. Per la bellezza dei fiori tale varietà di Valeriana è spesso utilizzata anche come pianta ornamentale, particolarmente adatta per bordure.
FINOCCHIO
Pubblicato da UnknownQuello che generalmente viene chiamato finocchio è il Foeniculum vulgare, coltivato per il fusto formato da squame carnose e per il seme che viene utilizzato come spezie per dar sapore ai piatti più svariati.
La pianta può raggiungere i 70-80 centimetri d'altezza. Solitamente le piantine vengono disposte in file; si consiglia di lasciare una distanza di circa 20 cm tra una pianta e l'altra.
La distanza tra le file deve essere invece di 50-60 cm al fine di poter rincalzare le piante in un secondo momento.
Le piante di finocchio possono essere coltivate come annuali o come biennali, in relazione al tipo di coltivazione scelta. Solitamente le piante trapiantate in primavera producono semi prima dell'inverno.
Le varietà più utilizzate sono :
Bianco Perfezione - Si semina da metà marzo fino alla fine di aprile; si tratta di una varietà abbastanza precoce si raccoglie nei mesi di luglio agosto. Presenta un grumo di buone dimensioni, compatto, dolce e croccante. Non produce semi.
Di Parma - Varietà invernale medio tardiva; si semina da giugno a fine agosto e si raccoglie da settembre fino a novembre-dicembre. .Il grumolo è grande e croccante . Le canne dei semi sono piene.
La pianta può raggiungere i 70-80 centimetri d'altezza. Solitamente le piantine vengono disposte in file; si consiglia di lasciare una distanza di circa 20 cm tra una pianta e l'altra.
La distanza tra le file deve essere invece di 50-60 cm al fine di poter rincalzare le piante in un secondo momento.
Le piante di finocchio possono essere coltivate come annuali o come biennali, in relazione al tipo di coltivazione scelta. Solitamente le piante trapiantate in primavera producono semi prima dell'inverno.
Le varietà più utilizzate sono :
Bianco Perfezione - Si semina da metà marzo fino alla fine di aprile; si tratta di una varietà abbastanza precoce si raccoglie nei mesi di luglio agosto. Presenta un grumo di buone dimensioni, compatto, dolce e croccante. Non produce semi.
Di Parma - Varietà invernale medio tardiva; si semina da giugno a fine agosto e si raccoglie da settembre fino a novembre-dicembre. .Il grumolo è grande e croccante . Le canne dei semi sono piene.
Per la coltivazione di queste piante, l'ideale è avere un terreno di medio impasto, con una buona presenza di sostanza organica; il clima ideale è quello temperato anche se la pianta del finocchio si adatta a vivere anche in zone dal clima più rigido.
Prima della semina è opportuno effettuare una vangatura profonda del terreno e somministrare del concime complesso (con microelementi) in ragione di 80 g a mq; la semina viene effettuata a spaglio con successiva ripicchettatura delle piantine. Le annaffiature devono essere abbastanza frequenti; si consiglia, inoltre, di unire spesso all'acqua concimi a base di nitrato di calcio. Il terreno deve essere sempre tenuto pulito da infestanti e va rincalzato un mese prima della raccolta per mantenere il fusto bianco e croccante. Questa pianta viene seminata in gennaio febbraio nell'Italia meridionale per una successiva raccolta nei mesi di giugno/luglio. Nelle regioni più fredde, perché la raccolta si possa avere nella tarda estate è necessario posticipare la semina di uno o due mesi; la pianta può essere anche acquistata già ad un'altezza di 7-8 cm.
La raccolta avviene quando i grumoli hanno raggiunto una dimensione proporzionata alla varietà piantata; questi dovranno essere estirpati con il fittone e successivamente tagliati insieme al alle foglie ad un'altezza di 14-16cm. E' buona norma eliminare le squame più esterne prima del consumo.
I parassiti che colpiscono maggiormente le piante del finocchio sono le lumache, che mangiano le foglie, e i grillitalpa che mangiano al colletto le piante, soprattutto quando le piantine sono giovani.
Prima della semina è opportuno effettuare una vangatura profonda del terreno e somministrare del concime complesso (con microelementi) in ragione di 80 g a mq; la semina viene effettuata a spaglio con successiva ripicchettatura delle piantine. Le annaffiature devono essere abbastanza frequenti; si consiglia, inoltre, di unire spesso all'acqua concimi a base di nitrato di calcio. Il terreno deve essere sempre tenuto pulito da infestanti e va rincalzato un mese prima della raccolta per mantenere il fusto bianco e croccante. Questa pianta viene seminata in gennaio febbraio nell'Italia meridionale per una successiva raccolta nei mesi di giugno/luglio. Nelle regioni più fredde, perché la raccolta si possa avere nella tarda estate è necessario posticipare la semina di uno o due mesi; la pianta può essere anche acquistata già ad un'altezza di 7-8 cm.
La raccolta avviene quando i grumoli hanno raggiunto una dimensione proporzionata alla varietà piantata; questi dovranno essere estirpati con il fittone e successivamente tagliati insieme al alle foglie ad un'altezza di 14-16cm. E' buona norma eliminare le squame più esterne prima del consumo.
I parassiti che colpiscono maggiormente le piante del finocchio sono le lumache, che mangiano le foglie, e i grillitalpa che mangiano al colletto le piante, soprattutto quando le piantine sono giovani.
CAROTA
Pubblicato da UnknownGeneralita': la carota è una pianta originaria delle regioni temperate dell'Europa, coltivata per le radici a fittone utilizzate a scopo alimentare sia crude sia cotte. Le varietà coltivate hanno radici carnose di forma variabile e di colore bianco, arancio o rosso e sono ricche di coloranti e vitamine.
Varietà: le carote si distinguono secondo il colore e la forma della radice.
Dal punto di vista orticolo le varietà più importanti sono quelle rosse, intendendo con questo termine tutte quelle che producono radici di colore rosso o arancio. Per quanto riguarda la forma, vengono suddivise in corte, mezzane e lunghe. Altro carattere molto importante è l'epoca di maturazione, in base alla quale le varietà si distinguono in precoci medie o tardive.
Fra le varietà ricordiamo:
la nantese medio precoce, l'ibrido nandor, la nantese clodia medio precoce, la tonda di parigi molto precoce, la s. valere tardiva, la flakkee, precoce. Fra le varietà a radici corte vi ricordano parigina rossa da forzare, grelot, rossa d'olanda ", tutte precoci.
Fra le mezzane, si possono citare: mezza lunga di nantes, precoce; mezza lunga di touchor, rossa mezzana di amsterdam molto precoce, rossa mezzana di chantenay; rossa mezzana d'italia derivata dalla mezza lunga di nantes. al gruppo delle varietà a radici lunghe appartengono, fra le altre rossa lunga di napoli, lunga di st. Valery, comune di napoli, tutte a radici color arancio.
Clima: la carota è una specie adatta ai climi temperati. Si coltiva perciò con buoni risultati, in tutta Italia.
Terreno: i terreni ideali sono quelli sciolti, di medio impasto, sabbiosi o calcarei - argillosi, ricchi di sostanza organica ed esenti da ristagni d'acqua. Sconsigliamo i terreni sassosi per evitare biforcazioni radicali.
Avvicendamento: la carota sfrutta le sostanze organiche residue di colture precedenti. Può seguire porro o aglio come coltura da rinnovo. Non può essere ripetuta prima di tre anni per evitare attacchi parassitari. Non si deve coltivare dopo la bietola da orto, in quanto potrebbe essere colpita da marciume radicale, provocato da parassiti che spesso attaccano quella specie.
Dal punto di vista orticolo le varietà più importanti sono quelle rosse, intendendo con questo termine tutte quelle che producono radici di colore rosso o arancio. Per quanto riguarda la forma, vengono suddivise in corte, mezzane e lunghe. Altro carattere molto importante è l'epoca di maturazione, in base alla quale le varietà si distinguono in precoci medie o tardive.
Fra le varietà ricordiamo:
la nantese medio precoce, l'ibrido nandor, la nantese clodia medio precoce, la tonda di parigi molto precoce, la s. valere tardiva, la flakkee, precoce. Fra le varietà a radici corte vi ricordano parigina rossa da forzare, grelot, rossa d'olanda ", tutte precoci.
Fra le mezzane, si possono citare: mezza lunga di nantes, precoce; mezza lunga di touchor, rossa mezzana di amsterdam molto precoce, rossa mezzana di chantenay; rossa mezzana d'italia derivata dalla mezza lunga di nantes. al gruppo delle varietà a radici lunghe appartengono, fra le altre rossa lunga di napoli, lunga di st. Valery, comune di napoli, tutte a radici color arancio.
Clima: la carota è una specie adatta ai climi temperati. Si coltiva perciò con buoni risultati, in tutta Italia.
Terreno: i terreni ideali sono quelli sciolti, di medio impasto, sabbiosi o calcarei - argillosi, ricchi di sostanza organica ed esenti da ristagni d'acqua. Sconsigliamo i terreni sassosi per evitare biforcazioni radicali.
Avvicendamento: la carota sfrutta le sostanze organiche residue di colture precedenti. Può seguire porro o aglio come coltura da rinnovo. Non può essere ripetuta prima di tre anni per evitare attacchi parassitari. Non si deve coltivare dopo la bietola da orto, in quanto potrebbe essere colpita da marciume radicale, provocato da parassiti che spesso attaccano quella specie.
Consociazione: si può coltivare con ravanello, spinacio, pisello e lattuga;
Semina e raccolta: le varietà precoci si seminano in gennaio - marzo, e in
questo caso si raccolgono le radici in agosto; le semiprecoci in aprile - maggio, le tardive da fine agosto a tutto ottobre per ottenere una produzione nel periodo autunno-inverno; è consigliabile seminare scalarmente ogni 15-25 giorni, in questo modo si ottengono radici a diverse epoche e di conseguenza sarà possibile avere carote fresche per un lungo periodo di tempo.
Moltiplicazione: la carota si moltiplica per mezzo dei semi.
La semina può avvenire a spaglio, ma non è molto consigliabile, in quanto non permette di effettuare agevolmente le sarchiature e i diserbi, o a file ad una profondità di uno o due millimetri. Nella semina a file, la distanza sulle file sarà di 5 - 6 cm e 20 cm tra le file.
Raccolta e conservazione: la raccolta è scalare e dipende dal periodo di semina. Le carote si raccolgono mediante estirpazione. Le radici presenti nel terreno nel periodo autunnale devono essere raccolte quando comincia a piovere, poiché altrimenti possono marcire.
Dopo la raccolta, le carote si lasciano essiccare stendendole in un locale aerato, dopodiché si puliscono dal terriccio e si conservano in un ambiente nel quale la temperatura non scenda sottozero, in cassette, oppure stratificate nella sabbia.
Concimazioni: nel corso della preparazione del terreno non si deve somministrare letame, ma si deve sfruttare la letamazione dell'anno prima. Volendo usare concimi inorganici si distribuiscono invece, 50-60 g/mq di un fertilizzante minerale complesso ternario adatto.
Quando le piantine stanno sviluppandosi, si somministrano 20 g/mq di nitrato di calcio.
Cure colturali: il terreno deve essere tenuto sempre libero da piante infestanti, effettuando ripetute sarchiature e scerbature.
Semina e raccolta: le varietà precoci si seminano in gennaio - marzo, e in
questo caso si raccolgono le radici in agosto; le semiprecoci in aprile - maggio, le tardive da fine agosto a tutto ottobre per ottenere una produzione nel periodo autunno-inverno; è consigliabile seminare scalarmente ogni 15-25 giorni, in questo modo si ottengono radici a diverse epoche e di conseguenza sarà possibile avere carote fresche per un lungo periodo di tempo.
Moltiplicazione: la carota si moltiplica per mezzo dei semi.
La semina può avvenire a spaglio, ma non è molto consigliabile, in quanto non permette di effettuare agevolmente le sarchiature e i diserbi, o a file ad una profondità di uno o due millimetri. Nella semina a file, la distanza sulle file sarà di 5 - 6 cm e 20 cm tra le file.
Raccolta e conservazione: la raccolta è scalare e dipende dal periodo di semina. Le carote si raccolgono mediante estirpazione. Le radici presenti nel terreno nel periodo autunnale devono essere raccolte quando comincia a piovere, poiché altrimenti possono marcire.
Dopo la raccolta, le carote si lasciano essiccare stendendole in un locale aerato, dopodiché si puliscono dal terriccio e si conservano in un ambiente nel quale la temperatura non scenda sottozero, in cassette, oppure stratificate nella sabbia.
Concimazioni: nel corso della preparazione del terreno non si deve somministrare letame, ma si deve sfruttare la letamazione dell'anno prima. Volendo usare concimi inorganici si distribuiscono invece, 50-60 g/mq di un fertilizzante minerale complesso ternario adatto.
Quando le piantine stanno sviluppandosi, si somministrano 20 g/mq di nitrato di calcio.
Cure colturali: il terreno deve essere tenuto sempre libero da piante infestanti, effettuando ripetute sarchiature e scerbature.
Irrigazioni: nei periodi in cui non piove è necessario annaffiare abbondantemente ma evitare i ristagni d'acqua.
Avversità: l'afide della carota: attacca le foglie, che non si sviluppano e presentano zone decolorate.
Le larve della mosca della carota: scavano gallerie nelle radici, deformandole, le foglie diventano grinzose e, talvolta di colore rossastro.
Il marciume molle: è un'alterazione che si manifesta nelle carote conservate, le radici diventano molli e ammuffiscono.
Malvinato della carota: è una malattia di origine fungina, come la precedente le radici vengono ricoperte da un feltro brunastro, cosparso di piccoli corpi neri, l'infezione si estende dalla pianta colpita a quelle vicine.
Il marciume della carote: è un'alterazione procurata da un batterio che colpisce le radici sia quelle ancora nel terreno vhe quelle immagazzinate: le radici diventano molli acquose e marciscono.
Avversità: l'afide della carota: attacca le foglie, che non si sviluppano e presentano zone decolorate.
Le larve della mosca della carota: scavano gallerie nelle radici, deformandole, le foglie diventano grinzose e, talvolta di colore rossastro.
Il marciume molle: è un'alterazione che si manifesta nelle carote conservate, le radici diventano molli e ammuffiscono.
Malvinato della carota: è una malattia di origine fungina, come la precedente le radici vengono ricoperte da un feltro brunastro, cosparso di piccoli corpi neri, l'infezione si estende dalla pianta colpita a quelle vicine.
Il marciume della carote: è un'alterazione procurata da un batterio che colpisce le radici sia quelle ancora nel terreno vhe quelle immagazzinate: le radici diventano molli acquose e marciscono.
BARBABIETOLA ROSSA
Pubblicato da UnknownGeneralità: viene coltivata per la radice tonda di colore rosso a
riflessi violacei, che si consuma
cotta per insalate e altre preparazioni.
Clima: predilige i climi temperati.
Terreno: i terreni migliori sono
quelli di medio impasto, neutri o appena basici, freschi e profondi, irrigui, senza ristagni d'acqua.
Avvicendamento: è una coltura da rinnovo ed è adatta ad aprire una rotazione.
Consociazione: si associa a molti ortaggi ma in particolare a cavoli, lattughe, cipolle e carote.
Semina e messa a dimora: la semina può avvenire a spaglio e a righe, ma al sud si semina direttamente nell'orto in autunno e al nord da fine febbraio a maggio ad una profondità di circa tre centimetri.
La distanza sulla fila è di 20 cm, la distanza tra le file 40 cm.
Cure colturali: dopo la germinazione si fa un diradamento quando le piantine hanno emesso tre o quattro foglie, lasciando ogni metro quadrato di terreno una quarantina di piante.
Le scerbature e le zappettature serviranno ad arieggiare il terreno e liberarlo dalle erbe infestanti.
riflessi violacei, che si consuma
cotta per insalate e altre preparazioni.
Clima: predilige i climi temperati.
Terreno: i terreni migliori sono
quelli di medio impasto, neutri o appena basici, freschi e profondi, irrigui, senza ristagni d'acqua.
Avvicendamento: è una coltura da rinnovo ed è adatta ad aprire una rotazione.
Consociazione: si associa a molti ortaggi ma in particolare a cavoli, lattughe, cipolle e carote.
Semina e messa a dimora: la semina può avvenire a spaglio e a righe, ma al sud si semina direttamente nell'orto in autunno e al nord da fine febbraio a maggio ad una profondità di circa tre centimetri.
La distanza sulla fila è di 20 cm, la distanza tra le file 40 cm.
Cure colturali: dopo la germinazione si fa un diradamento quando le piantine hanno emesso tre o quattro foglie, lasciando ogni metro quadrato di terreno una quarantina di piante.
Le scerbature e le zappettature serviranno ad arieggiare il terreno e liberarlo dalle erbe infestanti.
Annaffiature: In caso di siccità, si deve irrigare cercando di distribuire l'acqua prima della raccolta per evitare spaccature del fittone.
Concimazioni: qualche mese prima della semina, si distribuiscono interrandolo circa due quintali per cento mq di letame maturo ad una profondità di trenta - quaranta centimetri.
Raccolta: la raccolta si effettua col terreno asciutto, estirpando con cura le piante quando la radice ha raggiunto il giusto sviluppo corrispondente alle caratteristiche della varietà coltivata.
Avversità: tra i parassiti animali la pianta viene attaccata dalle anguillule che causano scarso sviluppo fogliare e radicale. La lotta preventiva si basa su opportune rotazioni, sovesci di senape, consociazioni con tagete e calendula.
La mosca minatrice scava gallerie nelle foglie impedendo lo sviluppo e procurando infezioni. Si combatte preventivamente con rincalzature. La lotta diretta si attua con estratto di assenzio o decotto di legno quassio addizionato a sapone.
L'altica o pulce di terra, mangia la pagina inferiore delle foglie più tenere. Si combatte con pacciamature, infuso concentrato di panacelo o assenzio.
Altri parassiti animali sono il grillotalpa, gli afidi, il maggiolino, il ragnetto rosso ecc.
Tra le crittogame ricordiamo la peronospora.
Il mal bianco della bietola, causa una muffa farinosa bianca sulle foglie che assumono un aspetto giallastro. Si combatte con zolfo micronizzato.
La cercosporiosi della bietola è la malattia più pericolosa. Si manifesta prima sulle foglie con piccolissime tacche rotonde che s'allargano diventando circolari. La lotta prevede trattamento a base di poltiglia bordolese o ossicloruro di rame.
CIPOLLA
Pubblicato da UnknownLa cipolla è forse la pianta da orto più coltivata in Italia, sia per le sue qualità organolettiche, sia per l'alto contenuto di sali e vitamine in essa presenti. Si presume che l'origine di questo ortaggio sia l'Asia occidentale.
Vi sono molte varietà di questa specie che possono assumere sia forme che colori diversi. Ad esempio, la cipolla d'inverno (Allium fistulosum), oltre a presentare una metodologia di riproduzione diversa rispetto alla cipolla tradizionale, cambia anche d'aspetto, non presentando il caratteristico ingrossamento del fusto.
SI tratta di una pianta erbacea biennale con un apparato radicale fascicolato che può raggiungere anche il metro e mezzo di altezza. La cipolla è formata da molte squame ricche di sostanze di riserva. All'esterno è ricoperta da una membrana molto sottile. Le foglie sono affusolate e molto appuntite e di forma cilindrica. L'inflorescenza della cipolla è molto vistosa, di colore rosa o bianco. La forma del fiore è ad ombrello ed è suddivisa in 3 4 parti principali.
Le varietà di cipolla si differenziano tra di loro sia per l'utilizzo finale (consumo fresco, stoccaggio, produzione industriale per sottaceti), sia per l'aspetto esteriore. Una delle differenze più importanti è l'epoca di raccolta (si distinguono infatti cipolle primaverili estive ed autunno invernali).
Le cipolle primaverili-estive sono generalmente bianche e vanno consumate fresche (dopo la raccolta). Vengono seminate in estate, trapiantate in autunno e raccolte la primavera successiva. In commercio esistono dei bulbi di cipolla che evitano il passaggio della semina e sono immediatamente pronte per il trapianto.
Le cipolle autunno invernali vanno seminate in terra nel periodo che va da i primi di febbraio alla fine di marzo, mentre se si semina sotto tunnel si può anticipare di un paio di mesi la semina. In quest'ultimo caso il ripicchettaggio avverrà all'inizio della primavera e la raccolta nei mesi estivi. Se invece la semina avviene più tardi la raccolta si protrarrà per tutto il periodo autunnale.
Per quanto riguarda le varietà da industria (sottaceti) si semineranno in primavera e si raccoglieranno in estate. Questi tipi di cipolla sono generalmente bianchi e hanno una pezzatura più piccola rispetto alle cipolle sopra citate.
Per un buon raccolto si devono considerare tre fattori fondamentali.
1) Il terreno deve essere molto leggero, per far sì che il bulbo si sviluppi in modo omogeneo e senza trovare resistenza dal terreno stesso nella fase di crescita.
2) Le temperature di coltivazione dovranno essere temperate. Questo ortaggio infatti soffre quando la temperatura raggiunge lo 0.
3) L'apporto di sostanza organica è fondamentale dato che la cipolla necessita di grandi quantità di potassio e di fosforo.
1) Il terreno deve essere molto leggero, per far sì che il bulbo si sviluppi in modo omogeneo e senza trovare resistenza dal terreno stesso nella fase di crescita.
2) Le temperature di coltivazione dovranno essere temperate. Questo ortaggio infatti soffre quando la temperatura raggiunge lo 0.
3) L'apporto di sostanza organica è fondamentale dato che la cipolla necessita di grandi quantità di potassio e di fosforo.
Per una buona preparazione del terreno si dovrà eseguire una vangatura profonda aggiungendo sostanza organica (va benissimo il letame ben maturo) in ragione di 25 30 Kg ogni 10 metri quadri. Con l'aiuto di un rastrello preparare un letto di semina ben livellato. Seminare a spaglio facendo attenzione a lasciare la semente abbastanza rada. Irrigare abbondantemente dopo la semina. Quando le piante hanno raggiunto 10- 12 cm procedere al diradamento (la distanza ottimale è 14 -16 cm sulla fila e 25-35 cm tra le file).
La raccolta si effettua in base al tipo di cipolla seminato. In linea di massima le cipolle estive vengono raccolte quando le foglie si ingialliscono. Una volta raccolte si dovranno mettere le cipolle a far seccare in un posto ben areato, evitando cosi l'insorgere di malattie e marciumi. Le cipolle autunno invernali possono essere lasciate nel terreno anche per un periodo più lungo. Una volta raccolte dovranno essere stoccate in luoghi bui e ben ventilati.
Le malattie che più colpiscono le cipolle sono di tipo crittogamico, anche se vi sono degli insetti che posso provocare la perdita del raccolto. I parassiti che più frequentemente colpiscono la cipolla sono la tignola della cipolla e la mosca della cipolla, le cui larve scavano dei tunnel all'interno del bulbo provocando anche l'insorgere di marciumi. Contro questi parassiti è opportuno trattare preventivamente il terreno con dei disinfettanti. Qualora peraltro l'attacco si manifesti quando la coltura è già in atto è consigliato l'uso di insetticidi sistemici con giorni di carenza molto corti.
Per quanto riguarda le malattie fungine è molto importante prevenire il verificarsi delle condizioni in cui il patogeno riesce ad intaccare le difese naturali della pianta. Molto importante in tal senso è la frequenza e l'ora delle irrigazioni. Il momento migliore per le annaffiature si ha nelle prime ore del giorno, quando la temperatura è bassa ed il terreno ha modo di asciugare prima che arrivi la notte. I funghi che più colpiscono la cipolla sono la peronospera della cipolla, che si manifesta con la comparsa sulle foglie di macchie biancastre o verdastre e la muffa delle cipolle, in cui le punte delle foglie ingialliscono ed il bulbo si ricopre di una muffa bianchiccia. Contro queste malattie si può intervenire con dei prodotti a base di ziram e zolfo.
Per quanto riguarda le malattie fungine è molto importante prevenire il verificarsi delle condizioni in cui il patogeno riesce ad intaccare le difese naturali della pianta. Molto importante in tal senso è la frequenza e l'ora delle irrigazioni. Il momento migliore per le annaffiature si ha nelle prime ore del giorno, quando la temperatura è bassa ed il terreno ha modo di asciugare prima che arrivi la notte. I funghi che più colpiscono la cipolla sono la peronospera della cipolla, che si manifesta con la comparsa sulle foglie di macchie biancastre o verdastre e la muffa delle cipolle, in cui le punte delle foglie ingialliscono ed il bulbo si ricopre di una muffa bianchiccia. Contro queste malattie si può intervenire con dei prodotti a base di ziram e zolfo.
Iscriviti a:
Post (Atom)







Mail Service