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CLOROSI

Questa malattia non è causata da un agente patogeno, ma da carenze nutrizionali della pianta, in particolare si presenta quando la pianta non riesce a svolgere al meglio la fotosintesi della clorofilla a causa della scarsa o assente assimilazione di ferro e microelementi dal terreno, questo può avvenire sia per un eccesso di calcare nel terreno, si per mancanza di ferro, potassio, zinco o azoto.
I sintomi sono costituiti da un progressivo ingiallimento delle foglie, le cui nervature rimangono di un colore più scuro, e dal deperimento della pianta, che spesso non riesce a fiorire e a produrre frutti, e che comunque cresce in maniera stentata.
E' utile intervenire, anche tempestivamente, somministrando ferro chelato alla pianta, in modo da favorire l'assorbimento di questo microelemento da parte delle piante; in seguito è opportuno mantenere il terreno ben arieggiato, e ricco di sostanza organica, al fine di evitare eventuali ricomparse della clorosi. Le piante più spesso colpite da clorosi ferrica sono: azalea, cotogno, fragola, glicine, lampone, lauroceraso, ortensia, pesco, rododendro, rosa.
Nel caso di piante, come l'azalea, il rododendro o l'ortensia, che amano i terreni particolarmente acidi è opportuno utilizzare un terreno di questo tipo sia in giardino, interrandolo nella buca prima della messa a dimora della pianta, sia in vaso; in questo modo, e con opportune concimazioni a base di concimi specifici per piante acidofile, scongiureremo la comparsa di clorosi ferrica.
Nel caso in cui le nostre piante siano già state colpite da clorosi è opportuno aggiungere all'acqua di irrigazione dei concimi cosiddetti rinverdenti, che apporteranno al terreno i microelementi di cui è carente.


INNESTO A TRIANGOLO

Quest'innesto è l’unico che si effettua in pieno riposo vegetativo, cioè nei mesi di Gennaio e Febbraio. Le piante che si adattano a questo tipo d'innesto sono prevalentemente il pero e il melo.
Effettuare una incisione nel legno a forma di triangolo e preparare la marza con la stessa inclinazione del taglio. E' molto importante che il triangolo sia delle stesse dimensioni dell'intarsio che abbiamo effettuato sul porta innesto (e ciò al fine questo per aumentare l'attecchimento dell'innesto).
Inserire la marza nell'intarsio e legare con rafia e coprire tutto con del mastice.


INNESTO A CORONA

Praticare con un segaccio un taglio del portainnesto in modo da formare una superficie piana. Effettuare quindi un taglio perpendicolare a quello precedente e sollevare dolcemente il cambio. Inserire la marza precedentemente preparata nella fessura. La marza sarà tagliata a "penna" e dovrà essere di circa 10 cm con quattro o cinque gemme.
E' opportuno mettere più di una marza in relazione alla grandezza del diametro del portainnesto, solitamente sono due o quattro.
Una volta eseguito l'innesto si lega con rafia avendo cura di coprire i tagli con del mastice.
Il periodo ideale per praticare questo tipo di innesto è il mese di aprile.

INNESTO A SPACCO

Con un oggetto tagliente fare uno spacco profondo circa 8/10 cm e quindi tagliare la marza a cuneo, facendo in modo che l'inizio del taglio abbia le stesse dimensioni dello spacco del portainnesto.
Inserire la marza nello spacco avendo particolare cura di fare combaciare perfettamente le zone del cambio esterno del gentile con quello del portainnesto.
Legare ben stretto in modo che la marza non si muova dalla sua sede, coprire con mastice il tutto avendo cura di riempire lo spacco.



SEMENZAIO

Alcune delle annuali e delle perenni da fiore che si coltivano generalmente in giardino sono di facile propagazione attraverso la semina; in questo modo potremo ottenere colori e varietà non facilmente reperibili in vivaio, visto che non sempre è facile trovare tutte le piante che desideriamo porre a dimora nelle nostre aiole.
Non è difficile ottenere piccole piantine da seme, ma è importante seguire alcune regole basilari.

Il materiale di partenza
E' fondamentale utilizzare sementi di buona qualità; la maggior parte delle piante da fiore coltivate in giardino sono ibridi di più specie, quindi dalle sementi da noi raccolte facilmente si ottengono piante leggermente diverse dalla pianta da cui abbiamo ottenuto i semi. Gli specialisti produttori di sementi invece riescono a fare in modo da ottenere dalle loro sementi piante tutte uguali; è importante però scegliere degli ottimi commercianti di sementi, che ci garantiscano l'aspetto delle future piantine. Altrimenti rischiamo di ottenere, ad esempio, viole di mille colori nell'aiola in cui intendevamo porre a dimora viole arancioni.
Spesso le sementi di migliore qualità sono leggermente più costose delle altre, ma ci garantiscono l'esito della semina; se invece vogliamo un effetto multicolor e non ci interessano per forza piante tutte uguali possiamo acquistare anche le sementi a caso, ricordando però che spesso ci capiterà di ottenere fiori semplici da bustine di piante a fiori doppi, o altri disguidi del genere.
Anche il terriccio è fondamentale per la semina; dobbiamo utilizzare un composto soffice e che mantenga l'umidità. Tradizionalmente si utilizza della torba sminuzzata, mescolata in parti uguali con della sabbia; prima della semina si inumidisce tale composto e lo si mantiene umido.
Se possibile prima di seminare è consigliabile procurarsi della vermiculite o della perlite, tali materiali inerti, leggeri e di colore chiaro, sono ottimi per ricoprire i semi, proteggerli dagli insetti e dalla siccità.

Come procedere
Buona parte delle piante da fiore può essere seminata direttamente a dimora; nei mesi primaverili, quando le temperature notturne sono già vicine ai 10-15°C, possiamo preparare l'aiola, lavorando bene il terreno con zappa e rastrello, in modo da ottenere una superficie liscia e soffice. annaffiamo bene l'aiola e procediamo seminando a spaglio, cercando di spargere le sementi in modo uniforme, evitando di creare zone troppo fitte o zone spoglie. Il terreno seminato andrà mantenuto umido fino a completa germinazione dei semi, per rendere difficile il disseccamento dello strato superficiale di substrato ricopriamo la zona seminata con perlite o vermiculite, che manterranno l'umidità, evitando di togliere la luce solare alle sementi.
Generalmente le piante che vengono seminate in piena terra sono quelle con apparato radicale delicato, come l'escolzia o il nasturzio, ma in genere tutte le piante presenti in natura nelle zone circostanti il giardino possono tranquillamente essere seminate in piena terra, direttamente a dimora.
Alcune piante invece vengono necessariamente seminate in semenzaio; questo metodo ci permette, prima di tutto di preparare le nostre piante da seme già in gennaio-febbraio, quando sarebbe impossibile seminare direttamente in giardino, a causa delle basse temperature notturne; in questo modo poi possiamo preparare già in inverno piantine di annuali e perenni non originarie dei nostri climi, ma provenienti dal sud America o dall'Africa, che quindi necessitano di alte temperature per germinare, cosicché avremo piccole piante già ben sviluppate in primavera.
La semina in semenzaio poi ci permette di preparare qualsiasi pianta in anticipo e quindi porre a dimora piante già ben sviluppate; in questo modo potremo preparare meglio le nostre aiole, scegliendo meglio dove posizionare ogni singola pianta.

Il semenzaio
Con il termine semenzaio si intende qualsiasi contenitore di terreno in cui seminare; in genere si utilizzano piccoli vasi, di diametro di 7-10 cm, ma possiamo facilmente reperire anche vassoi di semina a più fori, o anche vassoi rettangolari senza fori. E' bene procurarsi anche dei sottovasi per tali contenitori, in modo da poter bagnare il terreno senza toccare i semi.
Il contenitore da noi scelto va riempito di un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali, quindi posto nel sottovaso ed annaffiato abbondantemente, in modo che tutto il composto contenuto sia ben umido. Quindi si procede alla semina; a seconda del tipo di seme prescelto si andrà a porre un singolo seme per ogni foro del semenzaio, o per ogni vasetto, oppure alcuni piccoli semi per ogni spazio. Si preme bene il seme, in modo che aderisca perfettamente alla superficie del substrato e quindi si copre con uno strato di pochi millimetri di vermiculite o di perlite, per mantenere l'umidità. Periodicamente andremo a vaporizzare la superficie del composto, o meglio ancora andremo ad aggiungere dell'acqua all'interno del sottovaso, in modo che inumidisca il substrato per capillarità.
Se intendiamo seminare pochi semi in piccoli contenitori possiamo anche pensare di inserire il semenzaio in una busta di plastica trasparente, in questo modo manterremo ancora meglio l'umidità.
I semenzaio vengono tenuti in zone con clima mite, in genere con minime non inferiori ai 10-12°C; in genere i vassoi per le semine non sono molto grandi, è quindi facile trovare un luogo in cui coltivarli: esistono anche piccole serre semenzaio.
Le piccole piante
Non appena i semi sono germinati procediamo, in piena terra, a diradare le piantine, mantenendo solo quelle meglio sviluppate; in semenzaio invece in genere otterremo il giusto numero di piante, se invece il nostro contenitore è sovraffollato procediamo a diradare i germogli. Ora possiamo estrarre il semenzaio dalla busta in plastica, se avessimo utilizzato questo espediente per mantenere maggiore umidità.
E' molto importante che le giovani piante possano godere di una buona illuminazione, in modo che abbiano uno sviluppo sano ed equilibrato; è fondamentale anche che le nostre future piante abbiano il giusto nutrimento: all'inizio della loro vita le piante possono sfruttare le sostanze nutritive presenti nel seme, con cui sviluppano le prime foglie e le prime piccole radici; in seguito però dovremo inserire dall'esterno acqua e sali minerali, in modo che la pianta possa produrre l'energia che le necessita tramite la fotosintesi.
Quindi non appena le piante hanno cominciato a sviluppare delle foglie uguali a quelle delle piante già sviluppate cominceremo ad aggiungere all'acqua delle annaffiature una piccola quantità di concime per piante da fiore.
A questo punto le piante in semenzaio verranno trapiantate in contenitori singoli, e quindi, dopo alcune settimane, in vaso o in giardino.





GLI ATTREZZI PER L'ORTO

Giardinieri professionisti e hobbisti dell'ultim'ora sanno di certo che per lavorare in giardino in modo ottimale è opportuno evitare improvvisazioni, e dotarsi degli attrezzi giusti, possibilmente poi scegliendoli tra quelli di migliore qualità. Prenderemo in esame la "dotazione base" dell'hobbista che desidera prendersi cura del giardino o del terrazzo; è bene provvedere ad acquistare gran parte degli attrezzi che vedrete in seguito, facendolo per tempo, magari anche scegliendo qualcosa come regalo di Natale. Gli attrezzi di più grandi dimensioni si possono solitamente anche affittare nei negozi di bricolage o nei garden center.
er ben lavorare il terreno, piantumare nuovi arbusti, mescolare concimi o materiali di drenaggio, spostare foglie, è necessario utilizzare questi attrezzi.
La
Vanga è uno degli attrezzi fondamentali per il giardino, può avere manico più o meno allungato, che talvolta termina in un tozzo pomolo, da impugnare con forza; la pala in metallo è a forma triangolare, piatta, si utilizza per praticare buche per porre a dimora le piante, ma anche per lavorare il terreno in profondità, facendola affondare di almeno 25-30 cm; è possibile dotarla di una corta staffa, da posizionare in fondo al manico, per poter affondare maggiormente la pala nel terreno. Esistono anche vanghe con pala di forma rettangolare o trapezoidale, molto utile nei terreni morbidi o per tagliare le zolle con maggiore precisione: spesso la vanga quadra viene usata per delimitare il perimetro delle aiole, o per sradicare piante da spostare, con questo attrezzo si riescono infatti a tranciare le radici superficiali di erba, piante ed arbusti, in maniera precisa e netta.
Il
Badile è una variante della vanga, con la pala leggermente a coppa, si utilizza per spostare grosse quantità di materiale, terra, sabbia, foglie o quant'altro. Per evitare di sforzare eccessivamente la muscolatura della schiena è consigliabile utilizzare il badile piegando leggermente le ginocchia. Rastrello: un altro attrezzo fondamentale in giardino, è costituito da una barra in metallo, plastica o legno, dotata di numerosi denti allungati ed appuntiti. Con il rastrello si ripulisce il giardino dalle foglie secche o si livella il terreno prima della semina; questo attrezzo ha varie altre funzioni, che spesso ne modificano la forma. Esistono grandi rastrelli in legno o plastica, utili per rimuovere l'erba secca dal tappeto erboso, o per spargere il concime; una variante del rastrello è la scopa in metallo; i rastrelli rompi zolle portano nella barra delle rotelle metalliche dentate, che, oltre al peso della barra stessa, sono molto utili per frangere le zolle di terra dopo averla vangata.
Molto spesso per lavorare a fondo il terreno o per spostare grandi quantità di erba o foglie si utilizza la
Forca.
Per il giardinaggio in vaso o per prendersi cura delle piccole aiole esistono versioni in miniatura di badili e rastrelli, con corto manico. Per porre a dimora piccole piante perenni, i fiori annuali o i bulbi si usano generalmente delle piccole palette, in metallo o in materiale plastico.










La Zappa si utilizza per smuovere il terreno in superficie, in modo da arieggiarlo o per aggiungere le concimazioni periodiche vicino alle piante già a dimora; in genere sono costituite da una lama rettangolare, allungata, abbastanza affilata, quasi perpendicolare al manico, con cui si rompono le zolle in superficie. Esistono zappe dotate di due o più denti, con cui si rivolta il terreno, la piccola pala può essere anche a forma trapezoidale, triangolare o a goccia. Il Coltivatore è una specie di ibrido tra la forca e la zappa, molto utile per smuovere il terreno vicino alle piante e lavorarlo a fondo.
Il
Sarchiatore si utilizza per sarchiare il terreno, ovvero per recidere alla base le erbe infestanti prima di estirparle.


In giardino come sul terrazzo, in casa come nel parco, chi possiede più di una pianta e intende prendersene cura possiede sicuramente un bel paio di forbici, per potare, cimare, recidere fiori.


















Esistono numerosissimi tipi di forbice, fondamentale è la normale forbice da giardinaggio; oltre ai classici modelli, se ne trovano anche a doppio battene, a lame fisse, oppure i più innovativi tipi dotati di ingranaggio o di martinetto, atti a diminuire lo sforzo necessario per recidere rami anche di medio diametro. La scelta tra i vari modelli è in genere dovuta a punti di vista assai personali, per chi pratica l'hobby del giardinaggio una buona forbice, con lame resistenti e ben affilate, va comunque bene, indipendentemente dal modello. Esistono anche modelli con punte sottili, adatti per cogliere frutta o per i fiori recisi, che talvolta vengono utilizzati come forbici universali, visto che non tutti si possono permettere di possedere 4-5 forbici di diverso modello, soprattutto per potare piccoli rami.
Per le siepi in genere si utilizzano forbici di grandi dimensioni, con lunghe lame e lungo manico, che sempre più spesso vengono sostituite da tagliasiepi elettrici o a motore, il cui prezzo ne giustifica l'acquisto solo per chi posside grandi estensioni di giardino a siepe; questo tipo di attrezzo si può anche eventualmente affittare; lo stesso dicasi del tosaerba, attrezzo utilissimo, quasi fondamentale, ma che non sempre è necessario acquistare. Per le piccolissime estensioni di tappeto erboso, o per rifilare i bordi, si utilizza anche la forbice da erba.
Per potare rami molto in alto si utilizza lo svettatoio, attrezzo dotato di lama molto tagliente, che si monta sulla cima di un lungo manico, il meccanismo, manovrabile tirando una cordicella, ci permette di cimare anche rami ad altezze superiodi ai 2-3 metri, purchè non siano di diametro eccessivo.
Per potature di rami di grandi dimensioni sarà necessario dotarsi di segaccio o di sega, durante l'acquisto di questi attrezzi non stupiamoci delle differenze di prezzo tra gli attrezzi delle varie marche: spesso un prezzo elevato è motivato da lame di maggiore qualità, che ci garantiscono un lavoro più rapido e preciso.


 Oltre a questi attrezzi è bene dotarsi anche di alcuni oggetti che ci possono servire in casi particolari.
Per i trattamenti insetticidi e anticrittogamici è necessario possedere un nebulizzatore, per poter vaporizzare al meglio i prodotti chimici sulle piante evitando gocce eccessivamente grandi; ne esistono di varie dimensioni, a mano o a spalla; scegliamo il modello che meglio si addice all'estensione del nostro giardino.
Per tagliare, cimare, segare rametti, erbacce ed infestanti possiamo anche acquistare roncole di vario tipo e dimensione, magari anche una piccola da assicurare alla cintura.








Per piantare, interrare e fare buchi di vario genere nel terreno possiamo utilizzare un bastone tozzo, ma in commercio troviamo utilissimi piantabulbi ed attrezzi appositamente studiati per porre a dimora le piccole piante, praticando rapidamente buche di piccola dimensione.


Moltissimi giardinieri hanno sempre in tasca un affilato coltello da innesto, utile anche per recidere rafia o legacci di vario tipo, o per controllare la presenza di parassiti sotto le cortecce.

Ricordiamoci sempre di indossare un paio di scarpe robuste e idrorepellenti, per evitare che la domenica pomeriggio in giardino si risolva con un infortunio o un raffreddore; lavorando con materiali di vario tipo e attrezzi vari indossiamo sempre i guanti, per evitare di farci del male, ma anche per allontanare la possibilità di contatto con i prodotti chimici usati in giardino, quali insetticidi, anticrittogamici o concimi.
Per molti lavori necessiteremo anche di un paio di occhiali in plasitca e magari di un grembiule in pvc, elastico ma resistente. 








TIPI DI SEMINA 2

Insalata, piccole piante e altri ortaggi possono venire seminati nell’orto direttamente a dimora. Prima di seminare lavoriamo bene la terra, aggiungendo del concime organico ben maturo. Quindi rastrelliamo la superficie dell’appezzamento, eliminando eventuali dossi o avvallamenti ed anche sassi eventualmente presenti. Per la semina a spaglio è conveniente mescolare i piccoli semi a della sabbia di fiume ben lavata, di colore chiaro; quindi spargiamo il miscuglio di semi e sabbia sull’appezzamento, in modo da ricoprirlo tutto; cerchiamo di distribuire la semente in modo equilibrato, evitando eccessi. Se invece vogliamo seminare ortaggi che si sviluppano in file, come ad esempio i fagioli, alle estremità dell’appezzamento, ben lavorato, arricchito con stallatico, e ben rastrellato, piantiamo dei piccoli paletti. Tendiamo un filo tra un paletto e l’altro: in questo modo avremo una linea retta che ci indicherà come riprodurre un filare di semi perfettamente dritto. Lungo la linea posizioniamo i nostri semi all’interno di piccole postarelle, ovvero fossette poco profonde, e ricopriamoli; le postarelle andranno posizionate al almeno 8-15 cm le une delle altre. Dopo la semina annaffiamo in abbondanza.



TECNICHE DI SEMINA

Generalita': la semina è il metodo più diffuso di moltiplicazione delle piante. Tale tecnica di riproduzione prende il nome di moltiplicazione gamica, cioè per mezzo di semi, e si differenzia dalla moltiplicazione agamica, consistente in altre tipologie di moltiplicazione (tra cui ad es. talea, innesto, propaggine, ecc.). La differenza più rilevante tra tali forme consiste nel fatto che mentre le piante ottenute con moltiplicazione gamica sono solitamente assai simili alla pianta che ha generato i semi, ma possono da essa differire anche in maniera rilevante, viceversa i soggetti ottenuti per via agamica presentano caratteristiche identiche a quella della pianta madre. 
I semi: perché la semina consenta di ottenere buoni risultati è necessario disporre di semi di elevata germinabilità e dotati di grande energia germinativa. Per germinabilità si intende la proprietà di germinare, che i semi conservano più o meno a lungo. Con la locuzione energia germinativa, invece, ci si riferisce al vigore con cui il seme dà vita alla nuova pianta. Può accadere, quindi, che un seme, pur in grado di germinare, abbia poco vigore, e ciò solitamente dipende dalla poca freschezza del seme. Ove possibile, quindi, sarà preferibile mettere a dimora semi dell'ultima stagione.
La semina può essere effettuata all'aperto ovvero in cassette o terrine, a seconda che le specie da seminare siano rustiche o delicate. La semina all'aperto si effettua in aiuole precedentemente preparate. A tal fine sarà bene vangare il terreno, togliere le erbe infestanti e aggiungere sabbia e terriccio da giardino. 
La semina in semenzai, invece, viene effettuata utilizzando apposite composte adatte per la semina. Per ottenere un miscuglio equilibrato si seguono generalmente le seguenti proporzioni: 1 parte di terra da giardino, 1 parte di sabbia e 1 parte di torba. Sul fondo della terrina o del semenzaio si dovrà collocare del materiale drenante (es. cocci, sassolini, ghiaia. ecc.).
Profondita' di semina. La profondità di semina deve essere assai limitata. I semi più piccoli dovranno essere sparsi sulla superficie a disposizione. Tali semi non vanno coperti, perché l'umidità potrebbe farli marcire.
I semi più grossi, invece, devono essere coperti con uno strato di terriccio pari al loro diametro. Alcuni semi, peraltro, possono essere piantati anche più in profondità (ad esempio i fagioli o i piselli possono essere piantati ad una profondità pari a 3 volte il loro diametro). 
Suggerimenti. Può essere opportuno, talvolta, dopo aver seminato, rullare il terreno per fare aderire i semi al suolo. 
Al fine di consentire una migliore omogeneità nello spaglio solitamente si miscelano i semi più piccoli con della sabbia. 
Le prime semine primaverili vanno protette dal freddo coprendo i semenzai con lastre di vetro o con fogli di tessuto non tessuto. La protezione potrà essere eliminata quando i semi avranno germinato. 
Per annaffiare la composta si utilizzano irrigatori con getto molto fine. Se la semina avviene in cassoni o terrine si potranno immergere i contenitori fino a che il terreno non si sia inumidito. 

L'orto

L'orto, un hobby antico. Coltivo l'orto da sempre, sull'onda di quelli che furono gli orti di guerra, e subito dopo i tempi duri del dopoguerra dove l'orto di mio padre era un ausilio validissimo per la dieta familiare.  Oggi, per quanto stia tornando di moda l'orto come risorsa economica non disprezzabile, molti coltivano l'orto per motivi diversi: come antidoto ad una vita troppo sedentaria, quindi per fare un po’ di movimento; come gioia di partecipare ai cicli della natura, creando piccole vite che non sono affatto inferiori, anche se sono solo vegetali: le piante risponderanno visibilmente alle vostre attenzioni, anche solo alla vostra vicinanza ed ai vostri sguardi. Infine per una scelta filosofica di vita che rifugge dal consumismo, fatto di acquisti di oggetti pronti e confezionati. L'uomo "faber" ritorna tale, e riprende ad usare le sue mani, la sua intelligenza ed il suo cuore.