ROSMARINO

Generalità: proviene dalle zone del Mediterraneo.  
E' una pianta aromatica con foglie molto profumate, assai utilizzate in cucina. Le foglie sono persistenti. Si tratta di un arbusto che in natura può raggiungere i 3 metri d'altezza. Fiori azzurro-malva che sbocciano a partire dalla primavera
.
Tecniche colturali 

Temperatura minima: trattandosi di pianta semirustica, si adatta a zone con clima mite. Può peraltro essere coltivato anche nelle regioni settentrionali della nostra penisola, purché in posizioni riparate. 



 Esposizione: sole o mezz'ombra.

Terreno: non necessita di terreni particolarmente ricchi, crescendo bene anche in terreni poveri e calcarei.
Si mette a dimora nel mese di marzo aprile.
Moltiplicazione: per seme o per talea.  
Raccolta: la raccolta dei rami del rosmarino può essere effettuata durante tutto il periodo dell'anno.


RUTA

Generalità: proviene dall'Europa meridionale.  
Pianta aromatica con foglie molto profumate, assai utilizzate in cucina e per aromatizzare la grappa. Utilizzata anche come pianta ornamentale. Durante il periodo invernale la maggiorana perde completamente le foglie. Si tratta di un arbusto che può raggiungere i 50 centimetri d'altezza. Fiori gialli che sbocciano dalla primavera fino a settembre.
Tecniche colturali 

Temperatura minima: pianta rustica che si adatta anche a zone a clima rigido. Tuttavia durante il periodo invernale è bene proteggere le radici della pianta con con foglie secche o paglia.



 Terreno: necessita di terreni ben drenati e soleggiati.

Trapianto: si mette a dimora nel mese di ottobre o di marzo.
Moltiplicazione: per talea (in agosto), o per seme (in febbraio-marzo).
Note: in primavera, per mantenere un aspetto compatto, si recidono i rami, lasciando il legno vecchio.
Se assunta in dosi elevate la ruta può essere tossica.



MIRTILLO NERO






Generalità: piccolo arbusto a foglie caduche, originario dell'Europa settentrionale; molte specie di vaccinium sono diffuse in gran parte delle regioni fresche o temperate dell'Emisfero settentrionale. Si tratta di piccoli arbusti densamente ramificati, talvolta rampicanti o tappezzanti, che si mantengono al di sotto dei 40-50 cm di altezza. Le foglie sono ovali o lanceolate, spesse e cuoiose, di colore verde brillante, assumono colorazione giallo-oro o rossastra in autunno e tendono a rimanere sulla pianta anche dopo essere appassite; in primavera inoltrata produce piccoli mazzetti di fiori campanulati, lievemente cerosi, di colore bianco, all'ascella fogliare. All'inizio dell'estate o all'inizio dell'autunno, a seconda della specie, maturano i frutti tondeggianti, di colore viola, ricoperti da uno strato di pruina che li rende opachi. Esistono molte specie di vaccinium, con frutti di dimensione variabile: V. corymbosum, originario dell'America settentrionale ha frutti con diametro vicino ai due cm; V. macocarpon ha frutti rossi, come V. vitis-idaea. In generale i mirtilli maturano in successione, nell'arco di 3-4 settimane. Questi frutti sono molto apprezzati da consumare freschi o in confettura e vengono anche utilizzati sia in erboristeria che nell'industria farmaceutica, essendo ricchi di vitamine e di flavonoidi.Esposizione: queste piccole piante possono essere poste a dimora in pieno sole, o preferibilmente a mezzombra, soprattutto nei luoghi con estati molto calde. In genere non temono il freddo invernale, anche se esistono specie più adatte al caldo, e altre più adatte al freddo; in generale è consigliabile porre a dimora gli arbusti di mirtillo al riparo dal vento, che può causare danni alle foglie e che causa un rapida evaporazione dell'acqua dal terreno. Per mantenere il terreno umido e per evitare l'eccessivo sviluppo di piante infestanti è consigliabile porre della corteccia, aghi di pino, o foglie secche, attorno alla pianta.
Annaffiature: i mirtilli amano i luoghi freschi e umidi, necessitano di essere annaffiati con regolarità, da marzo a ottobre, soprattutto nel periodo della fioritura e della fruttificazione; temono la siccità, ma è consigliabile lasciare asciugare leggermente il terreno tra un'annaffiatura e l'altra. In primavera si mescola alla terra del concime organico ben maturo, facendo attenzione a non toccare le delicate radici della pianta; quindi si concima periodicamente con fertilizzante ricco in azoto.
Terreno: questi arbusti necessitano di terreno fresco, umido, molto ben drenato e con ph acido; se il terreno del nostro giardino è calcareo possiamo ovviare a questo inconveniente, mescolando periodicamente al terreno torba o terriccio di foglie decomposte, oppure possiamo coltivare i mirtilli in vaso. Le radici del mirtillo sono molto delicate e sottili, è bene ricordarcene quando provvediamo ad estirpare le piante infestanti o ad aggiungere terriccio acido attorno pianta.
Moltiplicazione: avviene in genere per talea legnosa; i rametti vanno fatti radicare a fine estate in un miscuglio di torba e sabbia in parti guali; le nuove piantine si porranno a dimora la primavera successiva; i mirtilli hanno crescita molto lenta, e non sempre le talee radicano con facilità: è bene preparare parecchie talee e prepararsi ad attendere almeno un paio di anni prima di poter godere dei frutti delle nuove piante.
Parassiti e malattie: in generale queste piante non vengono attaccate da parassiti o da malattie, anche se la coltivazione in terreno pesante, calcareo o con ph molto alto può favorire l'insorgenza di marciumi radicali e della clorosi ferrica.


Preparare il terreno per orto

La cura degli attrezzi in giardino

BARBABIETOLA ROSSA

Generalità: viene coltivata per la radice tonda di colore rosso a
riflessi violacei, che si consuma
cotta per insalate e altre preparazioni.
Clima: predilige i climi temperati.
Terreno: i terreni migliori sono
quelli di medio impasto, neutri o appena basici, freschi e profondi, irrigui, senza ristagni d'acqua.
Avvicendamento: è una coltura da rinnovo ed è adatta ad aprire una rotazione.
Consociazione: si associa a molti ortaggi ma in particolare a cavoli, lattughe, cipolle e carote.
Semina e messa a dimora: la semina può avvenire a spaglio e a righe, ma al sud si semina direttamente nell'orto in autunno e al nord da fine febbraio a maggio ad una profondità di circa tre centimetri.
La distanza sulla fila è di 20 cm, la distanza tra le file 40 cm.
Cure colturali: dopo la germinazione si fa un diradamento quando le piantine hanno emesso tre o quattro foglie, lasciando ogni metro quadrato di terreno una quarantina di piante.
Le scerbature e le zappettature serviranno ad arieggiare il terreno e liberarlo dalle erbe infestanti.

Annaffiature: In caso di siccità, si deve irrigare cercando di distribuire l'acqua prima della raccolta per evitare spaccature del fittone.

Concimazioni: qualche mese prima della semina, si distribuiscono interrandolo circa due quintali per cento mq di letame maturo ad una profondità di trenta - quaranta centimetri.
Raccolta: la raccolta si effettua col terreno asciutto, estirpando con cura le piante quando la radice ha raggiunto il giusto sviluppo corrispondente alle caratteristiche della varietà coltivata.
Avversità: tra i parassiti animali la pianta viene attaccata dalle anguillule che causano scarso sviluppo fogliare e radicale. La lotta preventiva si basa su opportune rotazioni, sovesci di senape, consociazioni con tagete e calendula.
La mosca minatrice scava gallerie nelle foglie impedendo lo sviluppo e procurando infezioni. Si combatte preventivamente con rincalzature. La lotta diretta si attua con estratto di assenzio o decotto di legno quassio addizionato a sapone.
L'altica o pulce di terra, mangia la pagina inferiore delle foglie più tenere. Si combatte con pacciamature, infuso concentrato di panacelo o assenzio.
Altri parassiti animali sono il grillotalpa, gli afidi, il maggiolino, il ragnetto rosso ecc.
Tra le crittogame ricordiamo la peronospora.
Il mal bianco della bietola, causa una muffa farinosa bianca sulle foglie che assumono un aspetto giallastro. Si combatte con zolfo micronizzato.
La cercosporiosi della bietola è la malattia più pericolosa. Si manifesta prima sulle foglie con piccolissime tacche rotonde che s'allargano diventando circolari. La lotta prevede trattamento a base di poltiglia bordolese o ossicloruro di rame.











GLI ATTREZZI PER L'ORTO

Giardinieri professionisti e hobbisti dell'ultim'ora sanno di certo che per lavorare in giardino in modo ottimale è opportuno evitare improvvisazioni, e dotarsi degli attrezzi giusti, possibilmente poi scegliendoli tra quelli di migliore qualità. Prenderemo in esame la "dotazione base" dell'hobbista che desidera prendersi cura del giardino o del terrazzo; è bene provvedere ad acquistare gran parte degli attrezzi che vedrete in seguito, facendolo per tempo, magari anche scegliendo qualcosa come regalo di Natale. Gli attrezzi di più grandi dimensioni si possono solitamente anche affittare nei negozi di bricolage o nei garden center.
er ben lavorare il terreno, piantumare nuovi arbusti, mescolare concimi o materiali di drenaggio, spostare foglie, è necessario utilizzare questi attrezzi.
La
Vanga è uno degli attrezzi fondamentali per il giardino, può avere manico più o meno allungato, che talvolta termina in un tozzo pomolo, da impugnare con forza; la pala in metallo è a forma triangolare, piatta, si utilizza per praticare buche per porre a dimora le piante, ma anche per lavorare il terreno in profondità, facendola affondare di almeno 25-30 cm; è possibile dotarla di una corta staffa, da posizionare in fondo al manico, per poter affondare maggiormente la pala nel terreno. Esistono anche vanghe con pala di forma rettangolare o trapezoidale, molto utile nei terreni morbidi o per tagliare le zolle con maggiore precisione: spesso la vanga quadra viene usata per delimitare il perimetro delle aiole, o per sradicare piante da spostare, con questo attrezzo si riescono infatti a tranciare le radici superficiali di erba, piante ed arbusti, in maniera precisa e netta.
Il
Badile è una variante della vanga, con la pala leggermente a coppa, si utilizza per spostare grosse quantità di materiale, terra, sabbia, foglie o quant'altro. Per evitare di sforzare eccessivamente la muscolatura della schiena è consigliabile utilizzare il badile piegando leggermente le ginocchia. Rastrello: un altro attrezzo fondamentale in giardino, è costituito da una barra in metallo, plastica o legno, dotata di numerosi denti allungati ed appuntiti. Con il rastrello si ripulisce il giardino dalle foglie secche o si livella il terreno prima della semina; questo attrezzo ha varie altre funzioni, che spesso ne modificano la forma. Esistono grandi rastrelli in legno o plastica, utili per rimuovere l'erba secca dal tappeto erboso, o per spargere il concime; una variante del rastrello è la scopa in metallo; i rastrelli rompi zolle portano nella barra delle rotelle metalliche dentate, che, oltre al peso della barra stessa, sono molto utili per frangere le zolle di terra dopo averla vangata.
Molto spesso per lavorare a fondo il terreno o per spostare grandi quantità di erba o foglie si utilizza la
Forca.
Per il giardinaggio in vaso o per prendersi cura delle piccole aiole esistono versioni in miniatura di badili e rastrelli, con corto manico. Per porre a dimora piccole piante perenni, i fiori annuali o i bulbi si usano generalmente delle piccole palette, in metallo o in materiale plastico.










La Zappa si utilizza per smuovere il terreno in superficie, in modo da arieggiarlo o per aggiungere le concimazioni periodiche vicino alle piante già a dimora; in genere sono costituite da una lama rettangolare, allungata, abbastanza affilata, quasi perpendicolare al manico, con cui si rompono le zolle in superficie. Esistono zappe dotate di due o più denti, con cui si rivolta il terreno, la piccola pala può essere anche a forma trapezoidale, triangolare o a goccia. Il Coltivatore è una specie di ibrido tra la forca e la zappa, molto utile per smuovere il terreno vicino alle piante e lavorarlo a fondo.
Il
Sarchiatore si utilizza per sarchiare il terreno, ovvero per recidere alla base le erbe infestanti prima di estirparle.


In giardino come sul terrazzo, in casa come nel parco, chi possiede più di una pianta e intende prendersene cura possiede sicuramente un bel paio di forbici, per potare, cimare, recidere fiori.


















Esistono numerosissimi tipi di forbice, fondamentale è la normale forbice da giardinaggio; oltre ai classici modelli, se ne trovano anche a doppio battene, a lame fisse, oppure i più innovativi tipi dotati di ingranaggio o di martinetto, atti a diminuire lo sforzo necessario per recidere rami anche di medio diametro. La scelta tra i vari modelli è in genere dovuta a punti di vista assai personali, per chi pratica l'hobby del giardinaggio una buona forbice, con lame resistenti e ben affilate, va comunque bene, indipendentemente dal modello. Esistono anche modelli con punte sottili, adatti per cogliere frutta o per i fiori recisi, che talvolta vengono utilizzati come forbici universali, visto che non tutti si possono permettere di possedere 4-5 forbici di diverso modello, soprattutto per potare piccoli rami.
Per le siepi in genere si utilizzano forbici di grandi dimensioni, con lunghe lame e lungo manico, che sempre più spesso vengono sostituite da tagliasiepi elettrici o a motore, il cui prezzo ne giustifica l'acquisto solo per chi posside grandi estensioni di giardino a siepe; questo tipo di attrezzo si può anche eventualmente affittare; lo stesso dicasi del tosaerba, attrezzo utilissimo, quasi fondamentale, ma che non sempre è necessario acquistare. Per le piccolissime estensioni di tappeto erboso, o per rifilare i bordi, si utilizza anche la forbice da erba.
Per potare rami molto in alto si utilizza lo svettatoio, attrezzo dotato di lama molto tagliente, che si monta sulla cima di un lungo manico, il meccanismo, manovrabile tirando una cordicella, ci permette di cimare anche rami ad altezze superiodi ai 2-3 metri, purchè non siano di diametro eccessivo.
Per potature di rami di grandi dimensioni sarà necessario dotarsi di segaccio o di sega, durante l'acquisto di questi attrezzi non stupiamoci delle differenze di prezzo tra gli attrezzi delle varie marche: spesso un prezzo elevato è motivato da lame di maggiore qualità, che ci garantiscono un lavoro più rapido e preciso.


 Oltre a questi attrezzi è bene dotarsi anche di alcuni oggetti che ci possono servire in casi particolari.
Per i trattamenti insetticidi e anticrittogamici è necessario possedere un nebulizzatore, per poter vaporizzare al meglio i prodotti chimici sulle piante evitando gocce eccessivamente grandi; ne esistono di varie dimensioni, a mano o a spalla; scegliamo il modello che meglio si addice all'estensione del nostro giardino.
Per tagliare, cimare, segare rametti, erbacce ed infestanti possiamo anche acquistare roncole di vario tipo e dimensione, magari anche una piccola da assicurare alla cintura.








Per piantare, interrare e fare buchi di vario genere nel terreno possiamo utilizzare un bastone tozzo, ma in commercio troviamo utilissimi piantabulbi ed attrezzi appositamente studiati per porre a dimora le piccole piante, praticando rapidamente buche di piccola dimensione.


Moltissimi giardinieri hanno sempre in tasca un affilato coltello da innesto, utile anche per recidere rafia o legacci di vario tipo, o per controllare la presenza di parassiti sotto le cortecce.

Ricordiamoci sempre di indossare un paio di scarpe robuste e idrorepellenti, per evitare che la domenica pomeriggio in giardino si risolva con un infortunio o un raffreddore; lavorando con materiali di vario tipo e attrezzi vari indossiamo sempre i guanti, per evitare di farci del male, ma anche per allontanare la possibilità di contatto con i prodotti chimici usati in giardino, quali insetticidi, anticrittogamici o concimi.
Per molti lavori necessiteremo anche di un paio di occhiali in plasitca e magari di un grembiule in pvc, elastico ma resistente.